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dic 232015
 

Una volta, quando la densità dei punti vendita era ancora piuttosto bassa, era la distribuzione dei diversi ipermercati sul territorio a chiamare a sé i clienti. Oggi nei parchi commerciali abbiamo la possibilità di scegliere tra brand diversi raggruppati in pochi metri e servono nuovi strumenti per attirare i consumatori, disposti a diventare “nomadi degli acquisti” pur di accaparrarsi le migliori offerte. Tendenzialmente, chi fa la spesa in un supermercato acquista per la maggiore prodotti alimentari perché – fra l’altro- per gli acquisti di elettronica, articoli sportivi, abbigliamento, etc. sono nati altrettanti punti vendita dedicati che offrono più scelta, assistenza e prezzi migliori.

COME SUPERARE IL CALO DELLE VENDITE

Per far fronte al calo delle vendite ogni supermercato cerca di adattarsi alla clientela “mobile”, attuando strategie per riconquistare la clientela perduta. La tendenza è quella di proporre a cadenza periodica una serie di prodotti (spesso di marca o beni come carni, olio, formaggio) in sottocosto che invogliano l’acquisto, contando sul fatto che il consumatore sta già facendo la spesa e riempirà il carrello. Giunti alle casse, si viene ricompensati di buoni sconto che invogliano a tornare una seconda volta, o con punti extra sulle tessere fedeltà che consentono di raggiungere più rapidamente l’ambito premio. A fronte di queste azioni che assicurano il risparmio in termini economici, c’è da porsi una legittima domanda: la sola politica del prezzo basso è il principale strumento per attrarre il cliente, o bisogna puntare di più su qualità di offerta e servizi accessori?

COME CAMBIANO LE ABITUDINI DEI CONSUMATORI

Notizia recentissima: il colosso delle vendite online Amazon ha vinto un riconoscimento come miglior sito di e-commerce in Italia e ringrazia il suo pubblico con una giornata di sconti. La cosa interessante è che la giuria era composta una platea di 20 mila persone, utenti protagonisti che grazie al loro voto hanno avuto un peso determinante nel decretare il vincitore. Altra notizia altrettanto interessante, che ancora una volta pone il cliente al centro: agli italiani piace sempre più fare la spesa negli hard discount, i supermercati tradizionali vacillano e talvolta sono costretti a chiudere. Non è solo questione di crisi, che taglia il budget per la spesa a disposizione: il servizio e la qualità dei prodotti nei discount sono migliorati. Oggi il consumatore li sfrutta anche per la spesa giornaliera, vi acquista pane, frutta e verdura perché sono convenienti e buoni: si stima che oltre il 60% delle famiglie faccia la spesa in un hard discount.

IL DISCOUNT E’EFFICIENTE

Il modello dell’HD funziona bene prima di tutto perché è efficiente: c’è meno offerta che in un supermercato tradizionale, il che comporta una maggiore rotazione dei prodotti esposti (ho meno possibilità di scelta, ma in quanto cliente ne sono consapevole e non rappresenta un problema), mentre logistica e gestione del punto vendita sono studiati in modo rigoroso per pesare il meno possibile sui costi complessivi. Vi sono poi le cosiddette “private label”, cioè prodotti di marche private vendute con il logo del distributore: questa formula obbliga il discount a metterci la faccia. Se voglio incrementare le vendite di un prodotto con il mio nome non posso proporre un bidone al consumatore. Come acquirente, ho quindi la garanzia che il bene acquistato risponde a determinati standard di qualità.

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