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dic 112015
 

In precedenta abbiamo introdotto il principio di Pareto soffermandoci su alcuni suggerimenti pratici per ottimizzare i profitti della nostra attività. L’importanza del Principio, però, è legata al fatto che il suo aspetto non è meramente economico, ma ha un respiro ben più ampio: in generale, fatte 100 le attività che svolgiamo durante la giornata, la maggior parte di esse ci porta a piccoli risultati. Quello che conta, in sostanza, è la qualità.

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LA MENTALITA’ DEL FARE

Un tempo la mentalità del fare era premiante e significativa di una società in cui la manovalanza rappresentava la maggior parte della forza lavoro di un’azienda. Questo, ovviamente, era conseguenza della tipologia di lavoro svolto quando la maggior parte degli impieghi erano di tipo operaio. In quest’ottica, più una persona lavora, più produce. Pensiamo alla catena di montaggio: è inevitabile collegare il risultato alla fatica fisica. Oggi i tempi sono cambiati e viviamo in un’epoca in cui il rapporto numerico impiegati/operai è capovolto: in un contesto simile, è difficile stabilire il valore della produttività di un’attività di concetto. Si può stare per ore davanti ad un PC senza ottenere un risultato, così come avere un’illuminazione e chiudere un lavoro importante in mezz’ora.

 

VERSO UN CAMBIO DI PROSPETTIVA

Nonostante la distribuzione della forza lavoro sia in linea con quella degli altri paesi Europei, tuttavia, il cambiamento in atto sembra riguardare poco il nostro Paese che finisce con lo svilire l’importanza delle attività intellettuali. Lavoriamo 100 ore più di un nostro omologo danese ma siamo meno produttivi. Che senso ha spendere così tanto tempo per portare a casa risultati peggiori? Oggi non possiamo accettare che il termine “affaccendato” sia sinonimo di “produttivo”: la produttività è da ricercare altrove, non è proporzionale al tempo passato davanti ad un PC. La resistenza al cambiamento insita nel nostro DNA è sicuramente uno dei motivi che ci spingono ad avere una visione più conservativa di quella di altri popoli. Se poi ci mettiamo anche una buona dose di provincialismo, non è difficile ammettere che l’apertura a nuove e più produttive forme di lavoro fa fatica a prendere piede in Italia. Eppure, se non vogliamo restare indietro, si impone una riflessione importante.

CERCARE IL CAMBIAMENTO

E’ molto importante capire cosa possiamo fare per trasformarci da persone affaccendate a persone produttive per investire meglio il nostro tempo. La giornata ha sempre 24 ore, ma il lavoro non può occuparle tutte: la mentalità del risultato deve guidare il discernimento. Non c’è niente di più frustrante che lavorare tutto il giorno per poi vedere i nostri sforzi vanificati a fine giornata. Meglio lavorare meno, ma essere realmente soddisfatti del risultato conseguito. In quest’ottica, Pareto è uno strumento molto utile perché ci consente di analizzare in modo obiettivo l’insieme delle attività che svolgiamo, per incanalare le energie (mentali e fisiche) verso attività che ci consentono di ottenere risultati di qualità. O, in altri termini, per ottenere il massimo rendimento con il minimo dell’energia.

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