Apertura partita IVA agenti di commercio, regimi fiscali, costi, tempi - Servizio Contabile Italiano
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Apertura partita IVA per agenti di commercio: ecco tutte le informazioni utili

La figura lavorativa dell’agente di commercio è particolarmente diffusa nel panorama nazionale italiano. Risulta anche particolarmente allettante per i giovani che vogliono iniziare una carriera autonoma e gestita in proprio, ma senza grandi rischi. Come per altre figure di libero professionista, l’apertura della partita IVA per agente di commercio è il primo passo da fare per iniziare.

Secondariamente, vanno valutate le spese, i contributi fiscali e previdenziali, in modo da iniziare con tutte le conoscenze necessarie e compiere i passi giusti, affiancati da specialisti del settore.Sono tanti i cambiamenti che si avvicendano di anno in anno nel mondo della fiscalità, quindi è consigliabile scegliere di affidarsi solo a commercialisti capaci e aggiornati, come il team di Servizio Contabile Italiano.

Come funziona l’apertura della partita IVA?

Aprire la partita IVA è obbligatorio in tutti quei casi in cui si svolga un’attività lavorativa autonoma e continuativa. Nel caso di procacciatori d’affari e agenti di commercio, la procedura di attribuzione del numero di partita IVA e l’iscrizione al registro delle imprese avviene attraverso una procedura chiamata comUnica a cui possono accedere solo gli enti e i professionisti abilitati.

Agenti di commercio: i liberi professionisti per eccellenza

L’agente di commercio è di fatto un lavoratore autonomo con partita IVA che esercita una professione di natura prevalentemente intellettuale. La sua attività consiste fondamentalmente nella promozione di contratti di vendita per l’azienda o le aziende che rappresenta. I due tipi di agente di commercio sono quindi così definiti:

  • agenti monomandatari, che rappresentano solo un’azienda
  • agenti plurimandatari, che rappresentano più di un’azienda

Ai fini contribuitivi, questa diversificazione cambia moltissimo, come vedremo in seguito.

Quali sono i costi della partita IVA?

Per valutare l’apertura della partita IVA come agente di commercio è ovviamente fondamentale conoscere anche i costi da sostenere non solo quando si inizia, ma anche durante l’anno. Questi sono relativi alla gestione della pratica di apertura (con bolli e iscrizione alla Camera di Commercio) e alla tenuta della contabilità da parte del commercialista, che include la dichiarazione dei redditi (Modello Unico), e sono piuttosto contenuti. Un discorso approfondito meritano poi le tasse e i contributi previdenziali per la professione (INPS ed ENASARCO), che qui di seguito esamineremo approfonditamente. Per saperne di più sui costi di apertura vista la pagina relativa all’apertura partita iva.

La scelta del regime di appartenenza

Contestualmente all’apertura della partita IVA come agente di commercio, viene richiesta la scelta del regime fiscale di appartenenza. Come per ogni altro libero professionista, anche i procacciatori di affari possono optare per un regime agevolato, chiamato regime forfettario, particolarmente conveniente soprattutto per chi inizia. L’unico limite imposto dal regime forfettario è infatti la soglia di reddito annuo di 65.000 euro:se si guadagna di più, si passa poi naturalmente al regime ordinario.

Partita IVA con regime forfettario per agenti di commercio

Diversamente del precedente regime dei minimi, il regime forfettario non ha limiti di età o di durata. È quindi adatto anche agli over 35, a chiunque rientri nel limite di reddito dei 65.000 euro all’anno e senza limiti di durata. Inoltre, è esentato da fatturazione elettronica, non richiede la tenuta dei registri contabili e prevede solo un’imposta unica, del 5% per i primi 5 anni che diventa del 15% dal sesto anno in avanti.

Tra le altre caratteristiche del regime forfettario c’è l’obbligo dipagare la marca da bollo di 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. In più, le fatture sono emesse senza IVA e non si scaricano i costi. Per quanto riguarda le spese, il discorso è un po’ diverso rispetto al regime ordinario: non è infatti possibile dedurre le spese, perché l’imponibile su cui si pagano le imposte è calcolato al netto di un forfettario di spesa che lo Stato ha ipotizzato per ogni tipologia di attività, identificato tramite il codice ATECO.

I codici ATECO per gli agenti di commercio sono di tantissimi tipi diversi (per materie agricole, metalli, legname, macchinari, mobili, tessile, alimentari, ecc.). A ogni codice è stato assegnato un coefficiente di produttività tramite cui determinare l’imponibile.

Ecco un esempio pratico:
Ipotizziamo il caso di un agente di commercio di prodotti elettronici che nel suo primo anno di partita IVA ha avuto un fatturato lordo di 40.000 euro. Con il coefficiente di redditività ATECO pari al 62%, l’imponibile su cui saranno pagati i contributi è di 24.800 euro e l’imposta unica per i suoi primi cinque anni di attività sarà del 5%.

Partita IVA con regime ordinario per agenti di commercio

Chi ha un guadagno annuale superiore ai 65.000 euro deve optare obbligatoriamente per l’apertura della partita IVA con regime ordinario. Diversamente dal regime forfettario, tale regime fiscale permette di scaricare tutte le spese necessarie per l’attività, come ad esempio carburante, computer, corsi, ecc.

Con il regime ordinario, le tasse da pagare sono l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche che si calcola a scaglioni di reddito e va dal 23% al 43%), le addizionali IRPEF regionali e comunali (che variano in base alla regione), l’IVA (imposta sul valore aggiunto del 22% da aggiungere sempre in fattura) e l’IRAP (imposta regionale variabile sulle attività produttive).

Ecco un esempio pratico:
Ipotizziamo il caso di un agente di commercio che opera nell’alimentare. Nel 2019, nel suo primo anno di attività con regime ordinario, ha fatturato 70.000 euro e ha avuto 15.000 euro di costi di gestione.Dall’utile lordo di 55.000 euro vanno sottratti l’IRAP del 3,9%, l’IRPEF della fascia di reddito equivalente (41%) e le addizionali IRPEF secondo comune o regione di residenza.

Scopri di più in merito alle tariffe contabilità

I contributi INPS per gli agenti di commercio

Chi apre una partita IVA dovrà tenere in considerazione il pagamento dei contributi previdenziali, che nel caso degli agenti di commercio prevede sia la gestione INPS commercianti che la cassa di categoria ENASARCO. Chi ha un reddito inferiore a 15.548 euro all’annopaga un contributo minimo di circa 3.600 euro. Chi aderisce al forfettario può richiedere la riduzione del 35% quindi pagherà 2.400 euro. Chi ha un guadagno superiore a 15.548 euro deve versare i contributi in percentuale.

Oltre all’INPS, gli agenti di commercio devono versare i contributi anche all’ENASARCO, l’ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio. La contribuzione ENASARCO ha inoltre una quota minimale e una massimale annua che si differenzia per gli agenti monomandatari e i plurimandatari.

Il DURC per gli agenti di commercio

Con l’acronimo DURC si intende il Documento Unico di Regolarità Contributiva, con il quale, in modalità telematica e in tempo reale, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare, si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS e INAIL. Il DURC è obbligatorio non solo per le aziende, ma anche per i liberi professionisti come gli agenti di commercio, nel caso in cui vogliano partecipare a gare pubbliche di appalto. Il suo scopo è essenzialmente quello di certificare che l’agente sia in regola con gli adempimenti a fini previdenziali, assistenziali e assicurativi.

Fatturazione elettronica: quando serve farla

La fattura elettronica è un documento informatico, già preimpostato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente. L’obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per contrastare l’evasione e le frodi in materia di IVA, tracciando quasi tutte le operazioni di vendita e acquisto.

La fattura elettronica, unico documento valido ai fini fiscali a partire dal gennaio 2019, deve essere compilata esclusivamente tramite computer, tablet o smartphone, per poi essere trasmessa in modalità elettronica tramite il SdI dell’Agenzia delle Entrate. Per facilitare questa procedura, Servizio Contabile Italiano offre il servizio di fatturazione elettronica integrata.

Grazie a un sistema gestionale all’avanguardia, le fatture elettroniche possono essere emesse direttamente dalla piattaforma online di Servizio Contabile Italiano per poi essere trasmesse e contabilizzate allo stesso tempo. Una volta inviate si riceve una notifica a display con l'esito dell'invio e una mail in caso di invio non riuscito.

L’obbligo di fatturazione elettronica non riguarda i titolari di partita IVA con regime forfettario, esonerati per legge dall’emissione delle fatture.Sono peròesonerati soltanto dal ciclo attivo di fatturazione elettronica, ovvero dall’emissione, ma non da quello passivo, relativo alla ricezione delle fatture.

Servizio Contabile Italiano, i professionisti della fiscalità sempre a disposizione

Stai valutando di aprire la partita IVA come agente di commercio? Scegliendo Servizio Contabile Italiano avrai un commercialista a te dedicato, che si occuperà di tutti gli adempimenti e obblighi fiscali, fornendoti tutti i consigli di cui avrai bisogno e offrendoti tariffe concorrenziali. Potrai contattarlo ogni volta che avrai necessità di farlo, per questioni relative alla gestione ordinaria della tua attività, senza spese aggiuntive.
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Se sei un agente di commercio e stai cercando un commercialista per aprire la partita IVA, affidati a Servizio Contabile Italiano. Ti assisteremo passo dopo passo, fornendoti tutte le informazioni di cui hai bisogno. In caso di urgenze, non ti preoccupare: possiamo anche svolgere le pratiche più velocemente, per permetterti di vivere le scadenze lavorative con grande tranquillità.

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