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Apertura partita IVA per ingegneri: costi, regimi fiscali e scadenze

Aprire la partita IVA è il modo più vantaggioso ed economico per iniziare a lavorare come ingegneri. Per aiutare chi sta pensando di mettersi in proprio, abbiamo risposto a tutte le domande più frequenti su questo argomento.

Fondamentalmente, l’apertura della partita IVA permette a chi ha intenzione di svolgere un’attività economica continuativa di poter essere in regola con il fisco e di poter scaricare costi, nel caso in cui si scelga per il regime semplificato.

Come si evolve la professione di ingegnere

Oggi è possibile lavorare come ingegnere freelance secondo i propri orari, moltiplicando le possibilità di guadagno. A tal proposito, sono due le categorie di riferimento: quella degli ingegneri iscritti all’albo e quella dei non iscritti. La differenza principale tra le due riguarda i contribuiti, che nel caso degli iscritti fa riferimento a INARCASSA, mentre nel secondo caso alla gestione separata INPS.

Nel caso di iscrizione all’albo degli ingegneri, esistono due sezioni distinte: quella per gli ingegneri che hanno ottenuto la laurea magistrale e quella per gli ingegneri junior, che non sono andati oltre alla laurea triennale. Inoltre, ci sono altre quattro aree successive:

  • Ingegneri civili
  • Ingegneri ambientali
  • Ingegneri industriali
  • Ingegneri informatici

Quando aprire la partita IVA

È necessario aprire partita iva per ingegneri in caso di attività continuativa. Per farlo bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, preferibilmente tramite il commercialista che seguirà poi la gestione del proprio profilo, e attendere il codice assegnato, che consente di iniziare a lavorare come freelance.

Contestualmente, si deve anche scegliere il regime fiscale di appartenenza, ovviamente su consiglio del proprio commercialista.Si può optare per regime forfettario o flat tax, una formula molto conveniente per i neolaureati e per chi ha guadagni contenuti, oppure per la contabilità semplificata.

Tabella comparativa regimi fiscali

Regime forfettario o flat tax contabilità semplificata
Contributi INPS obbligatori Si Si
Esenzione contributi INPS per chi è dipendente full time o pensionato Si Si
Fatturazione elettronica obbligatoria No Si
Tassazione agevolata Si No
Si scaricano costi No Si
Requisiti per adesione Si Accesso senza restrizioni
Contabilità e dichiarazione dei redditi attività obbligatoria Si Si
Pagamento iva obbligatoria No Si

Partita IVA con regime forfettario 2020

Il regime forfettario o flat taxha un’imposta unica super vantaggiosa del 5% per i primi 5 anni (per chi non ha mai svolto l’attività di ingegnere), che poi diventa del 15% dal sesto anno in poi. Per restare in questo regime agevolato non bisognaperò superare la soglia di reddito annuo di 65.000 euro: in caso contrario, si passa al regime ordinario, a meno che non si desideri addirittura pensare a una società, magari una srl semplificata.

Si chiama forfettario perché l’imponibile su cui si pagano le imposte è una percentuale del fatturato definita da un coefficiente di redditività ipotizzato per ogni tipologia di attività, chiamato Codice ATECO.Lefatture sono emesse senza IVA, non c’è ritenuta d’acconto e non si scaricano i costi.Chi aderisce al regime forfettario èesentato da fatturazione elettronica, ma deve pagare il bollo sulle fatture, se di importo superiore a 77,47 euro.

Quante tassse paga un ingegnere a partita iva nel regime forfettario, ecco un esempio pratico

Ipotizziamo il caso di uningegnere industriale.Nel suo primo anno come libero professionista ha avuto un fatturato lordo di 60.000 euro. Il coefficiente di redditività ATECOèidentificato dalla cifra 71.12.10 ed è pari al 78%: l’imponibile su cui saranno pagati i contributi previdenziali è quindi 46.800 euro. Una volta sottratta la quota previdenziale prevista, si può calcolare la quota di tasse del 5% da pagare allo Stato.

Contabilità semplificata

Per chi ha superato il limite di 65.000, la scelta naturale è quelladel regime in contabilità semplificata. In questo caso le tasse vengono pagate sulla differenza tra ricavi e costi sostenuti per l’attività. In più, in fattura devi inserire l’IVA, che va liquidata durante l’anno, diversamente dal caso del regime forfettario.

Ecco un esempio pratico delle tasse in contabilità semplificata

Ipotizziamoil caso di un ingegnere civile.Nel 2019ha guadagnato 90.000 euro e ha avuto20.000 euro di costi di gestione.Dall’utile lordodi 70.000 euro vanno sottratti i contribuiti previdenziali. Dal nuovo imponibile vanno tolte le tasse, ovvero l’IRAP del 3,9% e dal nuovo imponibile l’IRPEF della fascia di reddito equivalente e le addizionali IRPEF secondo comune o regione di residenza.

Quanto costa aprire la partita IVA per un ingegnere?

I costi di apertura della partita IVA per ingegnerisono praticamente nulli e si fa piuttosto riferimento ai costi da sostenere annualmente. Questi includono le tariffe contabilità da parte del commercialista, fondamentale per svolgere serenamente l’attività come libero professionista.

Come funzionano i contributi previdenziali degli ingegneri

Per i contribuiti previdenziali, gli ingegneri iscritti all’albo fanno riferimento a INARCASSA. Per tutti gli altri, c’è la possibilità di iscrizione alla gestione separata INPS.

E la fatturazione elettronica?

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, eccezion fatta per chi opera nel regime forfettario, dal gennaio 2019. Servizio Contabile Italiano offre il servizio di fatturazione elettronica integrata, che permette di inviare e contabilizzare le fatture direttamente dalla piattaforma online, in un solo passaggio.

Perché scegliere Servizio Contabile Italiano

Servizio Contabile Italiano è al fianco di tutti gli ingegneri e i liberi professionisti che hanno deciso di lavorare in proprio. Affidati a un team preparato e a un servizio preciso, puntuale e cortese, che saprà rendere più leggera e piacevole la tua vita da ingegnere freelance.

Partita IVA con regime ordinario

Se con la tua attività di consulente guadagni una cifra superiore ai 65.000 euro,dovrai scegliere l’apertura della partita IVA con regime ordinario. Diversamente dal regime forfettario, tale regime fiscale permette di scaricare tutte le spese necessarie per l’attività, ma prevede molte più tasse. Con il regime ordinario, le tasse da pagare sono l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche che si calcola a scaglioni di reddito e va dal 23% al 43%), le addizionali IRPEF regionali e comunali (che variano in base alla regione), l’IVA (imposta sul valore aggiunto del 22% da aggiungere sempre in fattura) e l’IRAP (imposta regionale variabile sulle attività produttive).

Ecco un esempio pratico:
Ipotizziamo il caso di un consulente informatico che collabora con alcune aziende per la gestione di programmi gestionali personalizzati riguardanti l’organizzazione delle risorse umane. Le spese da sostenere per l’attività sono più alte e comprendono non solo gli spostamenti, ma anche il costo di programmi ed eventuali strumentazioni tecniche. Nel 2019 ha guadagnato 100.000 euro e ha avuto20.000 euro di costi di gestione.Dall’utile lordodi 80.000 euro vanno sottratti i contribuiti INPS per la gestione separata, che ammontano al 25,72% (20.576 euro). Ottenuti i 59.424 euro di imponibile, dobbiamo togliere l’IRAP del 3,9%, che ammonta a 2.317,54 euro e dal nuovo imponibile l’IRPEF della fascia di reddito equivalente e le addizionali IRPEF secondo comune o regione di residenza.

Come funzionano i contributi INPS per i consulenti

Aprendo la partita IVA come consulente devi ovviamente considerare anche il pagamento dei contributi INPS. Diversamente da altri liberi professionisti che hanno una cassa previdenziale a parte, come gli architetti,i consulenti normalmente contribuiscono alla gestione separata INPS pagando un'aliquota del 25,72%.I contributi dovutidevono essere versati alle stesse scadenze previste per le imposte sul reddito, con la possibilità di rateazione. Non sono previsti minimali, ma si paga a consuntivo.

La fatturazione elettronica per i consulenti

L’obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 per contrastare l’evasione e le frodi in materia di IVA.La fattura elettronica è un documento informatico, già preimpostato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente.

Devono emettere fattura elettronica le imprese e anche le partite IVA con regime ordinario, come ad esempio il caso sopra elencato del consulente informatico con un fatturato lordo annuo di 100.000 euro. Per evitare errori e intoppi, Servizio Contabile Italiano offre il servizio di fatturazione elettronica integrata.

Tramite un sistema gestionale innovativo, le fatture elettroniche possono essere emesse direttamente dalla piattaforma online di Servizio Contabile Italiano e vengono trasmesse e contabilizzate allo stesso tempo. Una volta inviate si riceve una notifica a display con l'esito dell'invio e una mail in caso di invio non riuscito.

Se sei un consulente con regime forfettario, sei invece esonerato per legge dall’emissione delle fatture elettroniche. Non sei però esente dal ciclo passivo, relativo alla ricezione delle fatture.

Perché affidarsi a Servizio Contabile Italiano

Se sei consulente e stai cercando un commercialista per aprire la partita IVA, affidati a Servizio Contabile Italiano. Ti forniremo tutte le informazioni necessarie per iniziare e ti assisteremo durante la tua vita professionale. Inoltre, in caso di urgenze, possiamo anche svolgere le pratiche più velocemente, per toglierti ogni pensiero.

Con Servizio Contabile Italiano hai un commercialista a te dedicato, che si occuperà di tutti gli adempimenti e obblighi fiscali, fornendoti tutti i consigli di cui avrai bisogno. Potrai contattarlo ogni volta che avrai necessità di farlo, per questioni relative alla gestione ordinaria della tua attività, senza spese aggiuntive.

Dal 2004 gestiamo la contabilità per consulenti in tutta italia grazie alla contabilità online. Scopri come funziona la contabilità online.

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