Apertura partita IVA medici, quanto costa - Servizio Contabile Italiano
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Apertura partita IVA per medici: ecco cosa c’è da sapere

Soprattutto per i medici giovani, l’apertura della partita IVA oggi è una soluzione sempre più richiesta. Si rivela inoltre indispensabile per chi non lavora nel settore pubblico e vuole tentare la strada del privato, oppure vuole portare avanti la carriera in entrambi i settori.

Per iniziare un’attività come libero professionista bisogna ovviamente conoscere tutti i regimi fiscali e le spese necessarie da sostenere almeno per i primi anni di esercizio della professione. A tal proposito, è importante scegliere di affidarsi a commercialisti aggiornati sulle tematiche, come Servizio Contabile Italiano. Scopriamo quali sono i passi principali e le cose da sapere per aprire la partita IVA come medico.

I primi passi da fare per l’apertura della partita IVA

Per aprire la partita IVA come medico ci sono essenzialmente due passaggi fondamentali da svolgere. Prima è però necessario provvedere all’iscrizione all’albo professionale, dato che per esercitare l’attività di medico è richiesto il superamento dell’esame di Stato.

Superata la prova e ottenuto l’inserimento nell’Albo dei Medici Chirurghi e Odontoiatri del comune in cui si ha la residenza, arriva finalmente il momento giusto per l’apertura della partita IVA. Contestualmente alla scelta del regime fiscale, forfettario oppure ordinario, insieme alla richiesta del codice identificativo bisogna effettuare l’iscrizione all’Enpam, il fondo previdenziale professionale autonomo dei medici.

Oltre a questi passaggi, i dati necessari per la richiesta di apertura della partita IVA sono le informazioni fiscali degli ultimi anni, la residenza, la sede dell’attività, il codice ATECO che indentifica l’attività. Si devequindi provvedere a presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Chi deve aprire la partita IVA come medico?

L’apertura della partita IVA per si rivela indispensabile in questi casi:

  • se l’attività viene esercitata nei confronti del paziente nell’ambito di uno studio privato;
  • se si tratta di attività extramoenia, ovvero quando i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale utilizzano strutture o studi privati per svolgere la libera professione;
  • se si presta esercizio a favore di strutture sanitarie private di terzi o mediante un rapporto di convenzionamento con le Aziende sanitarie locali (ASL).

Quanto costa aprire la partita IVA per un medico?

Veniamo ora alla domanda più importante, che chiunque si pone prima di iniziare a valutare l’apertura della partita IVA. Quanto cosa l’apertura della partita IVA? I costi iniziali sono più bassi rispetto ad altre professioni, visto che non c’è bisogno dell’iscrizione alla camera di commercio. Si limitano infatti alle marche da bollo e alla gestione della cartella da parte del commercialista.

Maggiori informazioni sui costi di apertura partita iva

Quanto costa mantenere la partita IVA aperta?

Nel corso dell’anno i costi da sostenere per la partita IVA sono fondamentalmente quelli relativi alla tenuta della contabilità da parte del commercialista, che include dichiarazione dei redditi (chiamato Modello Unico). Poi ci sono i contributi previdenziali per la professione di medico, come vedremo meglio in seguito.
Maggiori informazioni sulle tariffe contabilità

Come scegliere il regime di appartenenza

Dal 2016 è possibile aprire la partita IVA con un regime agevolato, chiamato regime forfettario, la soluzione ideale per i liberi professionisti, soprattutto all’inizio della loro carriera autonoma. L’unico limite imposto dal regime forfettario è quello di non superare la soglia di reddito annuo di 65.000 euro: superata questa soglia, si passa poi naturalmente al regime ordinario.

Partita IVA con regime forfettario 2019

Il regime forfettario è uno dei regimi fiscali più convenienti di tutta l’Europa,dato che l’imposta sui redditi viene calcolata con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni, mentre diventa del 15% dal sesto anno in avanti. Naturale successore del precedente regime dei minimi, il regime forfettario non presuppone però limiti di età o di durata.

Diversamente dall’ex regime dei minimi, abolito con la Legge di Stabilità 2016, non è più pensato solo per i giovani, ma anche adatto agli over 35 e a chiunque rientri nel limite di reddito dei 65.000 euro all’anno. Ulteriori caratteristiche del regime forfettario sono:

  • le fatture sono emesse senza IVA
  • non c’è la fatturazione elettronica
  • si deve pagare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro
  • non c’è l’obbligo di tenuta dei registri
  • non si scaricano i costi e le spese professionali

Contrariamente al regime semplificato, nel forfettario non è infatti possibile dedurre le spese, anche quelle legate all’attività svolta. Questo perché l’imponibile su cui si pagano le imposte è semplicemente una percentuale del fatturato definita da un coefficiente di redditività. Si tratta in pratica di un forfettario di spesa che lo Stato ha ipotizzato per ogni tipologia di attività e identificabile grazie al Codice ATECO, che per i medici ammonta al 78%.

Ecco un esempio pratico:
Ipotizziamo il caso di unodontoiatra che presta la sua attività in diversi studi privati.Nel suo primo anno come libero professionista ha avuto un fatturato lordo di 50.000 euro. Con il coefficiente di redditività ATECO pari al 78%, l’imponibile su cui saranno pagati i contributi è di 39.000 euro, a cui vanno sottratti i contributi previdenziali (che sono deducibili) e su cui si calcola poi il 5% di imposta unica da pagare allo Stato.

Partita IVA con regime semplificato

I medici che hanno un guadagno annuale superiore ai 65.000 euro dovranno scegliere l’apertura della partita IVA con regime semplificato. Diversamente dal regime forfettario, tale regime fiscale permette di scaricare tutte le spese necessarie per l’attività, come ad esempio materiali, corsi, attrezzatura, ecc. Tutte le spese devono però essere inerenti alla professione, certe e ben documentate.

Il reddito professionale lordo è quindi la differenza tra ricavi e costi, mentre si giunge alla determinazione del reddito professionale netto deducendo ulteriori costi, come i contributi previdenziali Enpam e le altre imposte.

Con il regime semplificato, le tasse da pagare sono l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche che si calcola a scaglioni di reddito e va dal 23% al 43%), le addizionali IRPEF regionali e comunali (che variano in base alla regione), l’IVA (imposta sul valore aggiunto del 22% da aggiungere sempre in fattura) e l’IRAP (imposta regionale variabile sulle attività produttive).

Per quanto riguarda l’IVA da aggiungere in fattura, per i medici esistono tre casi. Ci sono infatti operazioni esenti da IVA, come certificati di idoneità e di vaccinazione, operazioni imponibili come certificazioni per assegni di invalidità, e operazioni escluse, come dichiarazioni di nascita o morte.

Ecco un esempio pratico:
Ipotizziamo il caso di un medico chirurgo che effettua visite specialistiche nel suo studio. Nel 2019, nel suo primo anno di attività con regime semplificato, ha guadagnato 120.000 euro e ha avuto30.000 euro di costi di gestione (affitto, telefono, carburante e altre spese).L’imponibile da cui sottrarre le imposte è quindi di 90.000 euro: vanno poi sottratti i contribuiti previdenziali ENPAM, l’IRAP (salvo esclusioni), l’IRPEF e le addizionali IRPEF secondo comune o regione di residenza.

Come funzionano i contributi previdenziali per i medici

Chi apre una partita IVA come medico dovrà tenere in considerazione il pagamento del fondo previdenziale di categoria.L’iscrizione all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri), che si occupa della previdenza obbligatoria dei medici ed odontoiatri, avviene d'ufficio a cura dell’ordine locale.

Cosa deve contenere una fattura

Sia nel caso di fattura per regime semplificato che nel forfettario, la fattura deve avere le seguenti caratteristiche:

  • deve essere datata e numerata in ordine progressivo;
  • deve riportare i dati identificativi del professionista, ovvero cognome e nome, residenza e domicilio, partita IVA e codice fiscale;
  • deve riportare i dati identificativi del cliente/paziente;
  • deve indicare la natura dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
  • deve indicare l’ammontare e gli altri dati necessari per la determinazione della base imponibile;
  • deve indicare il riferimento dell’IVA (esente, imponibile, forfettario).

Il DURC per i medici

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva, chiamato semplicemente DURC, è una sorta di certificato emesso in modalità telematica e in tempo reale, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare, in cui si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS e INAIL. Il DURC è obbligatorio non solo per le aziende, ma anche per i liberi professionisti.

Questo certificato è essenziale ad esempio per partecipare a gare pubbliche di appalto e il suo scopo è quello di certificare che il medico che opera come libero professionista sia in regola con gli adempimenti a fini previdenziali, assistenziali e assicurativi.

Fatturazione elettronica obbligatoria: cosa c’è da sapere

Dal 1° gennaio del 2019 è entrata in vigore la fatturazione elettronica per le imprese e i liberi professionisti con regime semplificato. La fattura elettronica è un documento informatico, già preimpostato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente.

La fattura elettronica, unico documento valido ai fini fiscali a partire dal gennaio 2019, deve essere compilata esclusivamente tramite computer, tablet o smartphone, per poi essere trasmessa in modalità elettronica tramite il SdI dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare errori e intoppi, Servizio Contabile Italiano offre il servizio di fatturazione elettronica integrata.

Grazie a un sistema gestionale innovativo, le fatture elettroniche possono essere emesse direttamente dalla piattaforma online di Servizio Contabile Italiano e vengono trasmesse e contabilizzate allo stesso tempo. Una volta inviate si riceve una notifica a display con l'esito dell'invio e una mail in caso di invio non riuscito.

Perché affidarsi a Servizio Contabile Italiano

Se stai pensando di iniziare la tua attività autonoma come medico, non lasciare nulla al caso. Con Servizio Contabile Italiano avrai un commercialista che ti seguirà passo per passo, assistendoti in ogni aspetto fiscale della tua professione.

Dal 2004 gestiamo la contabilità per medici in tutta italia grazie alla contabilità online. Scopri come funziona la contabilità online

Potrai contattare il tuo commercialista dedicato ogni volta che avrai necessità di farlo, per questioni relative alla gestione ordinaria della tua attività, senza spese aggiuntive.In caso di urgenze, non ti preoccupare: possiamo anche svolgere le pratiche più velocemente, per permetterti di vivere la tua attività di medico con grande tranquillità.

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