Partita iva e lavoro dipendente o pensione: i vantaggi della Flat Tax, quante
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Partita iva e lavoro dipendente o pensione: i vantaggi della Flat Tax serve sapere

Se sei un lavoratore dipendente oppure ricevi già la pensione, nulla ti vieta di dedicarti comunque a un’attività come libero professionista. Basta aprire la partita IVA e metterti in regola per avere la possibilità di aumentare le tue entrate. La buona notizia è che, se rientri in alcuni inquadramenti specifici, puoi persino beneficiare della Flat Tax: ecco come fare.

Perché aprire la partita IVA con Flat Tax da pensionato o dipendente?

Non tutte le persone si accontentano di avere una sola entrata fissa. Nel caso dei lavoratori dipendenti, aprire un’attività secondaria in proprio può essere il trampolino di lancio per poi lasciare anche il posto fisso. In ogni caso, permette di incrementare i guadagni mensili e migliorare il proprio tenore di vita.

Lo stesso valeanche per i pensionati. Non tutti sono pronti a rinunciare alla propria professionalità, anche dopo essere andati in pensione. C’è chi vuole continuare a svolgere consulenze o lavori occasionali, per mantenere la mente sveglia e occupare le giornate.

In tutti questi casi si deve ovviamente provvedere con l’apertura partita iva o, in alternativa, con l’apertura di una società, come ad esempio la srl semplificata. Per decidere cosa sia meglio fare, è sempre opportuno rivolgersi a un commercialista di fiducia, che provvederà non solo all’apertura della nuova posizione fiscale, ma anche a tutte le altre scadenze relative.

Cosa è la Flat Tax?

La Flat Tax esiste dal 2019, anche se in realtà si tratta di una modifica del regime forfettario. Può essere scelta da chi apre la partita IVA con questo regime agevolato, che esiste già da diversi anni e che prevede la possibilità di scaricare un forfait già predefinito di spese.

La grande differenza, entrata in vigore proprio nel 2019, è che se prima il fatturato annuo non doveva superare i 30.000 euro, oggi il tetto massimo è fissato a 65.000 euro.In caso di sforamento, sarà però necessario passare al regime ordinario che prevede l'applicazione dell'IVA in fattura e delle altre imposte.

La tassazione nel regime forfettario è molto conveniente. Per i primi 5 anni, nel caso di start-up o nuove attività, prevede infatti un’imposta unica al 5%, che passa poi al 15% dal sesto anno in poi. La quota dovuta allo Stato si ottiene moltiplicando l'aliquota al prodotto tra fatturato annuo e coefficiente di redditività. Quest'ultimo varia in base al codice ATECO assegnato al momento di apertura della partita IVA, che varia secondo il tipo di attività.

Chi può scegliere il regime forfettario con Flat Tax?

Inizialmente i regimi agevolati erano pensati solo per i più giovani, che si affacciavano al mondo del lavoro con pochi mezzi economici e ricavi ridotti. Ora, invece, il regime forfettario con Flat Tax è aperto a tuttie non prevede una scadenza legata a un numero fisso di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica. Basta restare sotto la soglia dei 65.000 euro annui.

Altri vantaggi della Flat Tax

Per chi apre la partita IVA con Flat Tax, compresi i pensionati e i dipendenti, non è obbligatoria la fattura elettronica, che è stata introdotta dal gennaio 2019 per tutte le imprese e le partite IVA normali. Si tratta di un costo in meno, perché non c’è il canone da pagare per i programmi dedicati alla fatturazione elettronica.

Chi aderisce deve pagare il bollo sulle fatture, se di importo superiore a 77,47 euro, ma non deve inserire l’IVA in fattura. Anche questo è un grande vantaggio, perché permette di incrementare i ricavi e raggiungere maggiori clienti.

Partita IVA 2020 per pensionati e dipendenti: cosa è cambiato

In seguito alla Legge di Bilancio 2020, approvata nel dicembre 2019, sono state introdotte due rilevanti modifiche al Regime forfettario, che interessano proprio i pensionati e i dipendenti.Non è più possibile scegliere questo regime in due casi:

  • se nell’anno precedente sono stati spesi più di 20.000 euro per dipendenti e/o collaboratori;
  • se nell’anno precedente sono stati percepiti redditi di lavoro dipendente e assimilati (compresa la pensione) maggiori ai 30.000.

Se il pensionato o dipendente guadagna già più di 30.000 euro all’anno, dovrà invece optare per la partita IVA ordinaria.

Perché è importante farsi assistere da un commercialista

Se sei dipendente o pensionato e vuoi aprire la partita IVA, è importante approfondire tutti i dettagli e le spese necessarie da sostenere, per evitare di commettere sbagli. Ecco perché è bene scegliere di affidarsi a commercialisti aggiornati su questo tipo di argomenti fiscali, che subiscono cambiamenti continui.

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